Roma nel piatto: la cucina della capitale
Roma si mangia con appetito e senza fronzoli. La cucina della capitale nasce dalla tradizione popolare, fatta di ingredienti semplici e di tecnica precisa, dove la differenza la fanno la mano del cuoco e la qualità del pecorino. È una città in cui anche un piatto di pasta diventa una piccola dichiarazione di identità.
Cosa assaggiare
I grandi classici romani sono quattro paste da imparare a memoria, più ciò che ruota attorno:
- Carbonara — uovo, guanciale, pecorino e pepe, niente panna.
- Cacio e pepe — solo pecorino e pepe, cremosi come per magia.
- Amatriciana e gricia — le sorelle a base di guanciale e pomodoro o solo guanciale.
- Pizza al taglio e supplì — lo street food perfetto tra una visita e l'altra.
Dove andare e come ordinare
Trastevere è il quartiere più scenografico per una cena tra vicoli acciottolati, mentre Testaccio, con il suo mercato, è il cuore più verace della cucina romana. Consiglio pratico: per la pizza al taglio si ordina a peso, indicando con la mano quanto grande vuoi la porzione, e il pezzo viene tagliato e pesato al momento.
A Roma sei a casa con la lingua, ma molte trattorie scrivono il menù a mano in romanesco o usano nomi di piatti che spiazzano anche gli italiani: se viaggi con amici stranieri, fotografare il menù e tradurlo li aiuta a capire e ordinare senza imbarazzo. Così tutti possono godersi la tavola romana fino all'ultimo supplì.