Kyoto a tavola: kaiseki, matcha e cucina dei templi
Kyoto è la Kyoto dell'eleganza misurata, e la sua cucina ne è lo specchio. Antica capitale imperiale, ha trasformato il pasto in un piccolo rito fatto di stagionalità, presentazione e silenzi. Qui si mangia con gli occhi prima che con la bocca, in un dialogo continuo tra sapori delicati e bellezza visiva.
Cosa assaggiare
Il piatto simbolo è il kaiseki, una sequenza di portate raffinate che seguono il calendario delle stagioni. Tra le specialità più legate alla città:
- Yudofu — tofu cotto delicatamente in brodo, eredità della cucina vegetariana dei templi.
- Obanzai — piatti casalinghi di Kyoto, semplici e di stagione.
- Yuba — pellicola di soia, vellutata e sorprendente.
- Dolci al matcha — dal gelato ai wagashi, fino al tè cerimoniale.
Dove andare e come ordinare
Passeggia per Gion, il quartiere delle geiko, dove i ristoranti tradizionali si nascondono dietro porte discrete, e dedica una mattina ad Arashiyama, tra il bosco di bambù e le case da tè. Per uno spuntino, il mercato Nishiki è perfetto: una via coperta lunga e stretta dove assaggiare a piccoli morsi. Consiglio pratico: per un kaiseki serale conviene prenotare in anticipo, spesso tramite l'hotel, perché molti locali accettano pochi coperti.
Capita spesso che i menù dei locali più tradizionali siano scritti solo in giapponese, magari a mano: fotografarli e tradurli ti aiuta a riconoscere gli ingredienti di stagione e a ordinare con tranquillità. Così potrai concentrarti sulla parte più bella, cioè lasciarti sorprendere piatto dopo piatto.